LA CREATIVITA’, UNA RISORSA INNATA
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LA CREATIVITA’, UNA RISORSA INNATA

LA CREATIVITA’, UNA RISORSA INNATA


La creatività è quell’aspetto, quella risorsa che possiamo riconoscere dentro di noi per affrontare i problemi quotidiani e le sofferenze psicologiche che ci fanno sentire bloccati nelle situazioni della vita. Ogni volta che cerchiamo di trovare nuove soluzioni a problemi specifici, quando proviamo a fare qualcosa per la prima volta, quando il nostro pensiero si orienta altrove rispetto alle idee comuni, alle nostre convinzioni e pregiudizi, ecco in quel momento stiamo assecondando il nostro impulso creativo. La via per diventare creativi nella nostra quotidianità passa anche attraverso sentimenti come la paura del cambiamento, ma la paura è il presupposto che ci permette di sperimentare il coraggio. Il desiderio di cambiare, di introdurre nella nostra vita qualcosa di nuovo, nasce quando prendiamo consapevolezza del fatto che viviamo una mancanza, un disagio. Lì ci riconnettiamo con il nostro impulso creativo che ha la capacità di modificare qualcosa nel modo in cui viviamo riportandoci alla nostra vera identità. La creatività è strettamente legata alle situazioni di crisi rispetto alle quali possiamo rispondere bloccandoci oppure esplorando nuove possibilità. Quando siamo creativi entriamo in uno stato di crisi perché vengono a cambiare gli equilibri che reggono la nostra vita.
In accordo con Jung la sofferenza nasce dalla rimozione dell’impulso creativo. Ogni ventiquattro ore le cellule del nostro corpo si rigenerano completamente e così la mente ha un grande potenziale di cambiamento creativo. Come dire, siamo nati per rinascere più e più volte in questa vita.
Le tecniche creative, lo yoga e il design centrato sull’essere umano aiutano le persone a trovare ognuna le proprie capacità di trasformazione ed evoluzione a partire dalle immagini di cui ognuno di noi è portatore.
“L’immagine è psiche” dice Jung. “la psiche è formata essenzialmente da immagini (…) è una raffigurazione di attività vitali”. L’uomo dunque è in primo luogo un artefice di immagini. Ed è a partire da queste immagini che noi crediamo i nostri mondi.
L’immaginazione, letteralmente azione delle immagini, se da un lato è un’attività connaturata all’essere umano, dall’altro va recuperata in quanto le immagini spesso sono ridotte in qualità, catturate dal commerciassimo collettivo, utilizzate fini allo sfruttamento, svuotate dal razionalismo.
Abbiamo bisogno di rimpossessarci di un nostro personale immaginario che accolga e dia spazio alla nostra potenza immaginativa.
Un’attività che favorisce il recupero dell’immaginazione come funzione vitale per la psiche è il collage, tecnica artistica che si basa sullo strappo e la ricomposizione di immagini prese da riviste, dove le immagini della realtà si intrecciano con le immagini della fantasia. Qui le leggi del tempo e dello spazio, come nei sogni, vengono trascese per dare origine a composizioni del tutto inedite.
Per affrontare una crisi, dunque, il primo passo è mettere in moto l’immaginazione: visualizzare nuovi scenari, giocare con l’immaginazione senza limiti.
La risposta creativa arriverà in un secondo momento quando saremo convinti che l’immagine che abbiamo prodotto ci corrisponde ed è evolutiva.

Pamela Palomba

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