Prima che germogli un seme
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Prima che germogli un seme

Saper trattare gli obiettivi è un’arte. Nel post di aprile abbiamo visto perché i progetti traballano senza una visione con chiari intenti e senza forti e valide motivazioni. Ora passiamo alla seconda domanda posta nel nostro esordio di marzo: “In che modo definire obiettivi nel breve, medio e lungo termine?” Domanda apparentemente strana, ma così non è.

Un obiettivo tanto per iniziare, parte male se non è ben circostanziato e curato nel tempo. Una volta definito, sono molti i pericoli che trova sulla sua strada. Uno dei rischi maggiori è che lo si può perdere di vista per poca determinazione e/o mancanza di perseveranza. Non solo, può avere uno sfondo prevalentemente emozionale e quindi essere di  natura instabile.

Un obiettivo lo si può creare su basi di bassa o alta autostima e perdere così il contatto con la realtà. Lo si può immaginare senza fondamenta, non è improbabile; infine l’auspicabile: esso può essere meditato come un seme da curare e concimare in un terreno fertile.

Quale spirito alimenta il tuo obiettivo, quale legame esso ha con cause e condizioni contestuali e con la tua motivazione e i tuoi valori?

In sintesi. Un obiettivo per essere una cognizione valida di un sogno che deve diventare azione di progetto e poi programma attuativo, deve poter rispondere a tre requisiti essenziali che sono: 

1) riferirsi a qualcosa di chiaro e preciso. Ad esempio… produrre la borsa X (stabilendo minuziosamente le sue caratteristiche specifiche, e concentrandosi al massimo su quel modello);

2) l’obiettivo ha poi un senso solo quando lo si esprime in un numero realisticamente raggiungibile. Ad esempio, affermando di testare sul mercato un prototipo prima di realizzare una quantità minima X per poi validare o meno una produzione adeguata e progressiva.

3) il numero di borse stabilito di quel preciso modello, va studiato con cura e deve essere rapportato ad un tempo prestabilito (settimana, mese o anno come minimo) nel quale deve dare dei risultati (da monitorare periodicamente) in denaro, numero di pezzi venduti, profitti realizzati, spese fatte, ecc. Tutti numeri! 😉

La prudenza esige che fin da subito, quando si crea un obiettivo, la cosa migliore sia quella di studiare inizialmente anche le metriche ed il metodo più idoneo attraverso il quale misurare lo scostamento continuo tra quanto realizzato e quanto stabilito.

Il tutto vale per qualsiasi disegno di ogni tipologia di sogno sia esso professionale, sia d’imprenditoria, sia nella vita per ogni nobile fine. Tutto ciò aiuta ad evitare sprechi possibili, delineare costi,  implementare continuamente modello organizzativo e investimenti vari da approfondire nel corso del tempo. In tal modo, ci si allena anche a coordinare pensiero, emozione, parola e azione con condivisione e realtà.

Alla prossima con la terza domanda: “Cosa intendi per breve, medio lungo termine?”Grazie per la tua attenzione. A presto.

Franco

“La nostra epoca sembra caratterizzata da una perfezione di mezzi e da una confusione degli obiettivi”. (Albert Einstein)

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